cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


Lascia un commento

postcards from taranto 2

raffo-birra-cl33-1.jpga taranto quello della birra raffo è un vessillo che garrisce gloriosamente al vento dei due mari dal 1919, anno in cui vitantonio raffo fonda la sua “fabbrica di birra e ghiaccio”. bevanda prediletta dai tarantini, viene consegnata in gran copia laddove si sfornano pizza, panzerotti e altri prodotti da forni, e bevuta moltissimo al mare, sulle molte spiagge libere della litoranea.

070720172675.jpg

potenziali consumatori di birra raffo su spiaggia libera tarantina

IMG_20170706_125046.jpg

bancale con confezioni di birra raffo in consegna nella città vecchia

in città vecchia l’insegna di una botteguccia ne espone ancora l’antico marchio.

IMG_20170703_172349.jpg


Lascia un commento

postcards from taranto 1

IMG_20170703_173140.jpg

IMG_20170703_172848.jpg

IMG_20170703_172828_1.jpg

IMG_20170703_172801.jpg

IMG_20170703_171735_1.jpg

l’ape di un fruttivendolo, paziente asinello

IMG_20170703_171853.jpg

IMG_20170703_172551.jpg

IMG_20170706_123048.jpg

finestre murate e sci

IMG_20170706_123112.jpg

vicoletto mercanti: vi si cammina, a fatica, in fila indiana

la dolce resurrezione del borgo antico

la città vecchia di taranto, un’isola circondata da due mari e unita alla parte nuova da due ponti, vive un suo momento di gloria. entro il 2018 si apriranno i cantieri che daranno il via a una ristrutturazione profonda, dopo gli esiti di un concorso internazionale di idee promosso per il recupero di quest’area preziosissima.

btyprima delle istituzioni, in un’ottica di recupero e valorizzazione prevalentemente umana, erano arrivati i ragazzi della casa occupata di via garibaldi con la loro biblioteca popolare   – aperta a dibattiti e corsi, con particolare attenzione al doposcuola per i bambini del quartiere –, eredi di salvatore gigante aka moustaki, il “candido popolano della città vecchia”, da sempre impegnato per la rinascita dei luoghi in cui era nato, eroe popolare celebrato con graffiti sui muri del borgo.

una piccola gita in città vecchia, provenendo dalla città nuova

dalla piazza del municipio, oltre il ponte girevole, ci si immette in città vecchia passando accanto all’università, una parte ristrutturata di recente, per poi arrivare, svoltando a destra, nella principale via duomo.

IMG_20170706_101604.jpg

IMG_20170706_101546.jpgqui il passato vive in negozi che non si trovano in nessuna parte della città nuova – un misto di deodoranti, pile, souvenir, la prova ultima che i cinesi da questo punto di vista non hanno inventato niente, neanche la gestione familiare, che prevede la presenza in negozio di madri, figli, parenti diversi e qualche immancabile amico che fa compagnia, seduto su una sedia sempre pronta.

IMG_20170723_135639.jpgi prezzi dei souvenir sono assai incerti; la loro definizione necessita, ha necessitato nel caso dell’acquisto di chi scrive – un carabiniere e un personaggio tipico della processione pasquale dei misteri –, di un consulto madre-figlio che termina con la netta sensazione che i prezzi siano stati gonfiati.

IMG_20170706_120441.jpg

nicola giudetti davanti al suo laboratorio di via duomo

procedendo verso la cattedrale, sulla sinistra, si incontra la bottega di nicola giudetti, pittore e custode di una serie di attrezzi da lavoro ormai in disuso, che nel suo spazio accoglie bambini e ragazzi cui insegna l’arte della pittura e della microscultura.

IMG_20170706_120208.jpg

il maestro giudetti mostra l’uso di un attrezzo anticamente adoperato per pulire le fave secche

a ottant’anni suonati, il maestro è ancora una colonna portante della città vecchia. con altri nobili vegliardi, e senza aiuti istituzionali, ha risistemato e riaperto la chiesa sconsacrata di santa maria della scala, riconvertendola in spazio per mostre e altre manifestazioni.

IMG_20170706_115746.jpg

il modellino della processione dei misteri, eseguito dai bambini della città vecchia sotto la guida di nicola giudetti

procedendo, sempre sulla sinistra, si incontra una copisteria/cartoleria che, oltre ad avere uno straordinario soffitto a volta, propone una linea di cancelleria economica piuttosto interessante, la hi-text (digressione-cancelleria di mrs. cosedalibri, probailmente di scarso interesse per il lettore, che la scuserà) .

IMG_20170723_135905.jpg

evidenziatori e matite hi-text, “pensati per scrivere

il cuore del cambiamento si trova però più avanti e si chiama “liberamente”, la cartoleria/copisteria/galleria d’arte e microlibreria di federica, una ragazza con i capelli molto ricci e un progetto molto chiaro: far funzionare il suo negozio/polo culturale nel luogo in cui è, peraltro in architettonica sinergia con il caffè letterario “cibo per la mente”, che ha sede di fronte.

IMG_20170706_112426.jpg

federica di “liberamente”. alle sue spalle, in alto, una serie di vinili recuperati e decorati da giovani artisti; a destra, sullo scaffale, una bella scelta di cancelleria

IMG_20170706_112436.jpg

murale di fronte all’ingresso di “liberamente”, particolare con libro-insetto

IMG_20170706_112536.jpg

IMG_20170706_105201.jpg

“cibo per la mente”: il santino di alda merini

da “cibo per la mente” si prende il caffè, si mangia, si legge e si ascolta musica. il caffè lavora anche di concerto con la principale libreria della città, mandese, per organizzare presentazioni di libri.

IMG_20170706_105110.jpg

 

IMG_20170706_105048.jpgil duomo di san cataldo è come sempre bellissimo, con i soffitti a cassettoni e la sontuosa cappella dedicata al santo irlandese, nelle cui nicchie si trovano anche santi lettori. IMG_20170703_173509.jpg

IMG_20170703_173700.jpg

IMG_20170703_174740.jpg

l’organo nella cappella dedicata a san cataldo all’interno del duomo

 

IMG_20170703_174916.jpg

il santo d’argento

IMG_20170703_174826.jpg

IMG_20170703_175017.jpg

IMG_20170703_175314.jpgal duomo si arriva non prima di aver visitato la pasticceria e gelateria aiello: gelato artigianale, tra cui l’eccellente gusto anguria, cassatine freschissime e pasticceria secca alle mandorle dal 1930.14352213_1661048524208541_1756536635221448326_o.jpg

per il pranzo si imbocca la via di mezzo per scendere alla marina, in via garibaldi, e raggiungere la chiesa di san pasquale, che sul retro cela una strada ove ha sede l’apoteosi gastronomica: da “mena mena me’”, una trattoria con tre tavolini dentro e tre fuori, dove si mangia quello che c’è, e quello che c’è è il pesce che angela sceglie direttamente dalle barche che arrivano alla marina dopo la pesca: che si trasforma in impepata di cozze, cozze arraganate, insalata di polpo, spaghetti alle cozze, fritto misto di paranza.

IMG_20170706_134300.jpg

IMG_20170706_134304.jpgniente dessert, ma conclusione con limoncello ghiacciato. il tutto di fronte a un palazzo in rovina, simbolo di decadenza e rinascita allo stesso tempo, sul muro diversi graffiti a parlare di futuro, un bel futuro che si avvicina, che giovani cuochi, giovani cartolai, vecchi e giovani negozianti della città vecchia vanno propiziando con squisita energia.

 

 


Lascia un commento

ladies and gentlemen, l’estate di tom

nell’immaginario villaggio di st. petersburg, missouri, tom e i suoi amici vivono avventure di pirati, masnadieri, leggendari assassini. è l’estate, signori, la bella estate di tom sawyer.

CABIN

Un cinque chilometri a valle di St Petersburg, là ove il fiume Mississippi è poco più largo di un chilometro e mezzo, trovasi un’isola stretta, lunga, boscosa, con una lingua di sabbia alla sua estremità, un’isola che offriva loro un comodo rifugio. Era disabitata, molto vicina alla riva opposta e situata di fronte a una foresta fitta e quasi completamente deserta. Pertanto i due ragazzi scelsero l’isola Jackson.

Chi sarebbe stato vittima della loro pirateria fu un particolare cui non pensarono nemmeno. Andarono in cerca di Huckleberry Finn ed egli si unì prontamente a loro, poiché tutte le carriere erano uguali per lui: l’una o l’altra, non faceva differenza.

Si separarono, poi, dandosi appuntamento in un luogo solitario sulla riva del fiume, tre chilometri a monte del villaggio, all’ora che prediligevano, vale a dire mezzanotte. Esisteva, laggiù, una piccola zattera di tronchi, della quale intendevano impossessarsi. Ognuno avrebbe portato ami e lenze, e tutte quelle provviste che sarebbe riuscito a rubare nel modo più tenebroso e misterioso… come si addice ai fuorilegge; e, prima che il pomeriggio fosse trascorso, erano riusciti tutti e tre a godersi il soave piacere di rendere noto il fatto che, ben presto, il villaggio avrebbe “saputo qualcosa”. Tutti coloro ai quali venne comunicata questa vaga allusione furono ammoniti a “tenere la bocca chiusa e aspettare”.

Verso mezzanotte, Tom arrivò con un prosciutto cotto e qualche altra provvista e sostò tra una fitta vegetazione di sottobosco, su un piccolo dirupo che dominava il luogo dell’appuntamento. Il cielo splendeva di stelle e regnava un gran silenzio. Il fiume possente sembrava un calmo oceano. Tom rimase in ascolto per un momento, ma non un solo suono turbò quella pace. Egli emise allora un sibilo sommesso, ma percettibile. La risposta gli giunse dai piedi del dirupo. Tom fischiò altre due volte, e a questo segnale venne risposto nello stesso modo. Infine, una voce guardinga domandò:

«Chi va là?»

«Tom Sawyer, il Vendicatore Nero del Mar dei Caraibi. Dite qual è il vostro nome.»

«Huck Finn Mano-Rossa, e Joe Harper, il Terrore dei Mari.» Era stato Tom ad assegnare questi titoli altisonanti, traendoli dai libri che prediligeva.

«Bene, allora. Dite la parola d’ordine.»

Due rauchi bisbigli diffusero simultaneamente nella notte cupa, la stessa spaventosa parola: «sangue!» Continua a leggere


2 commenti

Lodi cittadina di libri, con un autentico scoop

2015-10-06 09.53.37

2015-10-06 09.54.03A Lodi si fa l’esordio col botto. Via Dante, che dalla stazione porta in centro, è sede dell’Istituto comprensivo Francesco Cazzulani, i cui muri esterni sono decorati con ceramiche bianco-blu dedicato a donne importanti, tra cui spiccano Elena Cazzulani, scrittrice locale autrice di biografie di altre donne importanti, e la star letteraria locale Ada Negri, prima accademica d’Italia. Un baluardo antidegrado della città che fa dimenticare il consesso di lestofanti e facciacce che domina la stazione ferroviaria.

A Lodi è tutto piccolo: le case, le vetrine, le strade. Non le librerie.

2015-10-06 11.11.42

2015-10-06 11.12.43

Quella del Sole, ad esempio, ha quattro o cinque stanze, mangiate nel tempo dalla titolare Maria Assunta Mecca all’edificio nel quale la libreria è ospitata dal 1984, a mano a mano che se ne presentava la possibilità.

2015-10-06 11.21.51La più vasta, dove si possono ammirare, tra l’altro, un dinosauro gonfiabile e un camino vero, è dedicata ai libri per ragazzi, con un vasto assortimento di volumi e qualche gioco. C’è poi la stanza del design e dei viaggi, con una piccola, buona selezione di libri, tra cui le raffinate guide Vuitton alle città del mondo curate da Pierre Léonforte.

2015-10-06 11.23.30Un’altra stanza allestita come una cucina, con tanto di tavolo e sedie, è dedicata ai libri che se ne occupano, con l’aggiunta di un po’ di giardinaggio.

2015-10-06 11.23.42E a proposito di giardinaggio, si vedano i bellissimi taccuini verdi a esso dedicati che fanno bella mostra di sé sul detto tavolo: sono i Gardener’s One Line a Day, di Chronicle Books. La libreria del Sole è decorata e colorata con gusto; risulta calda per l’abbondanza di gialli e arancioni.

2015-10-06 11.24.04I librai (ho conosciuto Francesco e Massimo) sono gentili. Francesco mi ha raccontato di come il negozio si sia evoluto, dagli anni settanta a oggi, da luogo militante a cantuccio intimo per lettori grandi e piccoli. Alla libreria del Sole si discute, si consiglia, si ordina se il libro non c’è.

Per questo (attenzione, qui arriva lo scoop), l’imminente apertura del primo Libraccio di Lodi, prevista dietro l’angolo, non rappresenterà l’avvento di un competitor, dato che ciascuno opererà nel proprio ambito.

2015-10-06 11.27.17Mrs. cosedalibri ha incontrato l’amico Michele, libraio del Libraccio Vittorio Veneto a Milano poi passato a Piazzale Martini, mentre era impegnato nell’allestimento del negozio, e “cose da libri” è in grado di documentare fotograficamente il making of per l’apertura prevista intorno alla seconda metà di ottobre.

2015-10-06 11.30.12

2015-10-06 11.30.19

2015-10-06 11.30.36

2015-10-06 11.31.01

2015-10-06 11.31.45

2015-10-06 11.30.44

Infine lui, Michele: onusto ma oh, quanto venusto

2015-10-06 10.01.16

2015-10-06 10.01.46La prima libreria lodigiana che si incontra oltrepassato il monumento a Vittorio Emanuele II che saluta il viandante, e passata la sbronza di raspadüra e prosecco, è la Sommaruga, in corso Roma: tre vetrine bene allestite e al centro un testo di Alice Munro da Segreti svelati, che dice tra l’altro: “Ma probabilmente esistono altre persone che aprono un negozio sperando di trovare un riparo, tra gli oggetti che più apprezzano – lana o tazze da tè o libri – e con la sola idea di affermare qualcosa in tutta tranquillità”.2015-10-06 10.14.15

2015-10-06 10.14.03

In corso Roma e per tutto il centro di Lodi i portoni si spalancano su bellissimi cortili.

2015-10-06 10.17.02

2015-10-06 11.34.11

2015-10-06 11.37.26

2015-10-06 11.38.36

Ceci n’est pas une cour

2015-10-06 11.39.06

2015-10-06 11.49.57Le persone sono cordiali e desiderose di aiutare i forestieri, gli amici si attardano in conversazione portando a mano la bicicletta.

amici

Sotto i portici di piazza Vittoria2015-10-06 10.26.21c’è una libreria Mondadori, sulla quale non ci soffermiamo a causa del suo flavor un po’ standard.

2015-10-06 13.02.52Sempre sotto i portici c’è il caffè Calicantus, con la parete più lunga interamente dedicata a Ada Negri, un cui brano ricorre anche in piazza Ospitale, dove sotto un bell’albero sta una lastra di marmo che reca incisi versi della poetessa lodigiana.

2015-10-06 11.51.21

Dietro piazza Vittoria ci sono il Museo civico e la Biblioteca Laudense: un posto pulito, illuminato benissimo, con bibliotecari disponibili e cortesi, a cui ho chiesto informazioni su certe iscrizioni in ebraico che ho trovato nel cortile del caffè letterario della biblioteca, con ingresso, manco a dirlo, in via Fanfulla da Lodi. Non solo mi hanno dato subito in visione un libro che si sono adoperati per cercare, ma hanno promesso di mandarmi tutte le indicazioni che riusciranno a trovare su quel cortile, che sorge su un antico cimitero ebraico.

2015-10-06 13.21.15

IMG_20151006_145146

IMG_20151006_145029

IMG_20151006_145309

Silhouettes di lettori sulle pareti

IMG_20151006_145317

IMG_20151006_145429

L’opera di Flaubert nella sezione dedicata alla letteratura francese

2015-10-06 13.34.39

IMG_20151006_143117

IMG_20151006_143003

IMG_20151006_143027

IMG_20151006_143038

IMG_20151006_143051Nel cortile c’è anche una bicicletta in ferro, con un cestino su cui al momento delle visita faceva bella mostra di sé Il settimo papiro di Wilbur Smith.

IMG_20151006_143009

IMG_20151006_143015Vicinissima alla biblioteca c’è l’orrenda via Lodino, una specie di enclave con abitanti provenienti da Nordafrica, Medio Oriente, forse America Latina, la cui presenza ha fatalmente trasformato questa via dal nome pieno di grazia in una piccola Barbès, fatalmente degradata, fatalmente trascurata.

2015-10-06 13.27.44

2015-10-06 13.27.35E dire che sulla strada da Fanfulla a Lodino c’è un negozio di ceramiche locali, le famose ceramiche di Lodi, che appende le sue produzioni ai muri esterni e il cancello lo chiama cancellino: un luogo adorabile.

2015-10-06 12.04.15

A Lodi c’è anche la pasticceria La Lombarda, un posto bellissimo

2015-10-06 10.21.42

Tra il popolare e il populista

2015-10-06 12.01.43

Ci sono bellissimi balconi

2015-10-06 12.07.40

e la sede del “Giorno”

2015-10-06 12.20.22

Poesia in lode di Lodi sulla tovaglietta in un bar di corso Roma

2015-10-06 12.37.21

Un eccellente momento di Prosecco e di scrittura

E insomma, la lunga flânerie di mrs. cosedalibri ha rivelato una Lodi molto di libri, per la grande felicità della suddetta.

IMG_20151006_182340

IMG_20151006_182313Che per finire in bellezza, sulla via del ritorno, al numero 8 di un bel viale di Milano, ha incontrato un libro che se ne stava al lato della soglia, ordinatamente collocato dal suo abbandonatore. Era Mandala, un’opera di Pearl S. Buck, scrittrice che ultimamente compare parecchio negli incontri serendipitari della vostra. Vorrà dire che presto dovrò dedicarmi alla letteratura anglocinese? Nell’attesa di stabilirlo, consiglio ai lettori una gita a Lodi, luogo gioviale e pieno di sorprese, non alieno da quella sottile malinconia lombarda che tanto prende il cuore.