cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


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come, gather here stationery lovers: ancora bonvini

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della cartoleria bonvini di milano “cose da libri” ha parlato qui e qui. per la cancelleria in generale cercate nella categoria “cancelleria”.

adesso fabrizio ravelli ha scritto un bellissimo articolo su entrambi i temi, da leggere avidamente se siete appassionati. su doppiozero, qui. enjoy!


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Blackwing 24, costruita su Steinbeck

Blackwing24HorizontalSmall-1030x251La nuova arrivata di casa Blackwing è la 24, dedicata a John Steinbeck e disponibile sul mercato da ieri. Strepitosamente elegante – è interamente nera, dalla punta al gommino –, è stata progettata in stretta collaborazione con Thomas, figlio dello scrittore californiano, il quale così testimonia: “A mio padre non piacevano le matite gialle. Dovevano essere nere, da cima a fondo.”

Per eliminare qualunque distrazione, John Steinbeck sceglieva matite scure, che non attirassero lo sguardo. Thomas continua a descrivere le preferenze paterne in materia di strumenti da scrittura parlando della mina ideale, che è “la punta più dura che ci sia, capace però di tracciare una linea sufficientemente scura”. E continua: “Le matite di mio padre avevano una punta dura e affilata. Un’affilatura chirurgica: ci si sarebbe potuto sezionare un topo”.

Per Steinbeck l’atto di temperare è una inaccettabile distrazione, perciò ogni giorno, prima di cominciare a scrivere, tempera ventiquattro matite e le mette a punta in su in una di due scatole di legno identiche. La punta di ogni matita mantiene l’affilatura il tempo di scrivere quattro o cinque righe; a questo punto la matita viene riposta nella seconda scatola a punta in giù. Trasferita anche la ventiquattresima matita, Steinbeck ripete la procedura dall’inizio. [il testo qui sopra è traduzione e adattamento della pagina pubblicitaria dedicata alla 24 sul sito http://blackwing602.com%5D

La Blackwing 24 ha un’anima di grafite solidissima che viene dal Giappone, paese nel quale è anche prodotta. Useremo questa nuova Blackwing per i nostri testi di primavera.


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Lady Macbeth e il fattore U_Fratelli Bonvini a Milano

2015-10-01 15.50.27Ho scoperto delle nuove matite, le migliori che abbia mai avuto. Naturalmente costano anche il triplo; sono nere e morbide, ma non si rompono. Credo che userò sempre queste. Si chiamano Blackwing e scivolano sulla carta.

John Steinbeck

2015-10-01 15.50.38Intanto la vetrina era bellissima. Tutta incentrata sulle matite Blackwing, fresche arrivate a Milano da Stockton, California: Blackwing Palomino, Blackwing Pearl, Blackwing 602, in vendita accomodate in confezioni di lusso, oppure nelle scatole di cartoncino da dodici, o anche sfuse a un prezzo conveniente – per non parlare della possibilità di averne un tot per tipo in una scatola da dodici (e questa è una gentilezza dei proprietari del negozio) –, con gli appositi temperamatite dotati di un foro per il legno e di uno per la mina.

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Libri per tutti

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La vetrina è quella di Fratelli Bonvini, cartoleria e tipografia in via Tagliamento 1, a Milano dal 1909, rilevata di recente da alcuni appassionati professionisti del settore che l’hanno restaurata e riportata in auge con grande sensibilità, preservandone con amore spazi preesistenti e merci ereditate.

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2015-10-01 16.05.02L’area di vendita è a ferro di cavallo, con tre pareti ricolme di tutti gli strumenti che fanno la felicità di chi ama scrivere a mano – matite, temperamatite, gomme, penne –, una ponderata selezione di pezzi d’epoca convive con le cose nuove, quasi senza soluzione di continuità e in grande armonia. I pastelli Giotto nella confezione piccola, dotazione dei bambini delle elementari d’antan, biglietti per accompagnare regali prodotti negli anni quaranta; e poi una sezione dedicata ai rarefatti libretti delle edizioni Henry Beyle.

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Nella sala della stampa c’è una finestrella che consente la vista sulla stanza d’ingresso. In questa immagine si intravede Edoardo Fonti, amministratore delegato di Bonvini e grande intenditore di cancelleria. L’amico ideale

A destra dell’ingresso c’è una stanza che ospita le macchine da stampa e il paradiso dei caratteri. Gli attuali gestori mantengono in vita le Heidelberg producendo piccole tirature di testi preziosi, come le ventidue ricette futuriste stampate con i caratteri mobili Bonvini per la mostra “Pranzo improvvisato”alla Triennale di Milano.

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Una serie di utensili esposti nella stanza della cancelleria

Nella stanza attigua si trova un’esposizione di cancelleria vintage, quaderni compresi: tutto riportato in vita dall’enorme patrimonio che la vecchia gestione ha custodito per più di un secolo (per un sintetico profilo storico di Fratelli Bonvini leggete qui).

Bonvini è l’unico importatore di Blackwing in Italia, cosa di cui mrs. cosedalibri è immensamente felice, in quanto ciò significa la fine di lunghe attese di agognati pacchetti provenienti dagli Stati Uniti. Qui potrete leggere (in inglese) un recensione di Heather Heure che lega le caratteristiche della Blackwing 602, originariamente prodotta da Eberhard-Faber, alla creatività. Qui (sempre in inglese) il blog The Writing Arsenal fa un confronto tra la 602 originale e la 602 Palomino.

Da Bonvini tutto è misurato e accuratissimamente selezionato, eppure non c’è nulla di quella atmosfera insopportabilmente hipster che si respira in certi negozi milanesi ove si vende in abbondanza l’aria fritta.

Il fatto è che in questo negozio c’è il fattore U, il fattore umano che fa la differenza e che non è solo strategia di marketing. È cortesia autentica, competenza non avara, grande desiderio di riunire attorno a sé una comunità di persone interessate alla qualità. In questo luogo si scorge parecchio di quel latte dell’umana tenerezza che tanto era inviso a lady Macbeth. La quale non avrebbe mai varcato la soglia di Bonvini, e mal gliene sarebbe incolto.

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Piccola appendice personale: le matite che mrs. cosedalibri ha comprato da Bonvini

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Il preziosissimo, efficientissimo temperamatite

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Dettaglio delle gomme, che si possono comprare anche a parte