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Quante fisime_il libro di Stefano Dongetti

Ci sono parecchie fisime nell’omonimo libro di Stefano Dongetti, comico e autore teatrale, pubblicato dall’editore triestino Calembour. Che si definisce, con amoroso uso della virgola, “una piccola casa, editrice” (l’editore in carne e ossa è Rino Lombardi, copywriter nonché fondatore e grande capo del Museo della Bora). Nel volume si raccoglie un universo stralunato di scrittori, gente che aspetta l’autobus (la serie degli Incontri, per l’appunto alla fermata), coppie in crisi e lavatrici. Molte lavatrici, e non solo nell’Apologo dell’eremita.

L’apologo dell’eremita

Un eremita si ritira a vivere dentro a una lavatrice per meditare sul segreto della felicità. I suoi discepoli lo attendono per venti lunghi anni. Una mattina l’eremita esce dalla sua lavatrice e annuncia: “Il segreto della felicità è poco detersivo e un risciacquo breve”. I suoi discepoli allora lo ributtano dentro la lavatrice, ne sigillano l’apertura con la fiamma ossidrica e la gettano in mare. Quello che ci insegna questa preziosa storia è che non tutti gli uomini sono pronti per accogliere dentro di loro la verità. ma sono prontissimi a gettare in mare degli elettrodomestici.

Come la maggior parte dei libri-copione (Fisime è sostanzialmente una raccolta di monologhi), chi legge sente talvolta nostalgia del palcoscenico: nel senso che ogni spettacolo trasposto su carta subisce una piccola morte, e che quelle parole sono più vive se sostanziate della voce e dei gesti dell’attore. Fisime supplisce tuttavia molto bene con le illustrazioni dello stesso autore, che procedono con i testi e fanno compagnia. Onore al merito per quanto concerne la cura editoriale: il libro è privo di refusi e l’impaginazione è assai fresca, con opportuni spazi bianchi di respiro. Segnalo altresì, a conclusione del volume, un “Indice senza i numeri di pagina per innervosire il lettore”. Last, but not least, troviamo in esergo due citazioni, una da Bob Dylan e una da Jacques Vaché (allora come non adorare Dongetti?), probabilmente da una sua lettera (non scrisse che quelle). Vaché fu un surrealista senza opere, amico di André Breton, di cui si può leggere un sintetico profilo e ammirare alcuni disegni sul sito di :duepunti, dove le suddette lettere si vendono raccolte in volume. Continua a pubblicare, Calembour. 41Pu243OrbLStefano Dongetti, Fisime e altri pezzi celebri almeno per me, Calembour, Cormòns 2014, 150 pagine, 12 euro


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i giovani non sono sempre adatti. ma certi vecchi sono insopportabili

Ilaria+Borletti+Buitoni“Sono donna e mi occupo di cultura: per questo candidarmi è una bella sfida”: questo è il payoff elettorale di Ilaria Borletti Buitoni, candidata nella lista civica di Mario Monti.

Cosa vuol dire? Chi è il copywriter poco avveduto che le ha scritto questa presentazione? Mai darei il mio voto a una signora dall’aria poco intelligente che mostra di sorprendersi per questo binomio. La sua affermazione presuppone a. che siano rare le donne che si occupano di cultura; b. che è sorprendente e perciò qualificante per il voto che una donna si occupi di cultura. Signora, la prego, si aggiorni.