cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


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andate a giocare_la mostra di esselunga

Supermostra 037si può dire, su “cose da libri”, una botta di allegria? si può dire, si può dire, se parliamo della “supermostra” dedicata ai sessant’anni di esselunga, per mrs. cosedalibri il supermercato più bello che c’è.

al the mall di piazza lina bo bardi hanno fatto davvero le cose in grande, con risultati strepitosi: sei decenni di lavoro restituiti in un allestimento pieno di gioia, dominato dal caldissimo giallo esselunga. chi vuole prende un cestino con le ruote, proprio quello che si usa per fare la spesa, vi sistema i propri averi e parte alla volta di una giocosa wunderkammer, cui si approda dopo aver assistito a un breve filmato, uno show immersivo che ricorda l’esordio del 1957, quello del primo negozio in viale regina giovanna (tra i soci fondatori, bernardo caprotti e nelson rockefeller).

Supermostra 040esselunga 001dopo il bianco e nero della memoria ci si immerge nella festosa polisensorialità della wunderkammer, dove una enorme distesa di oggetti ricompone i decenni sessanta e settanta insieme con la musica – i beatles, rino gaetano, i pooh –, le luci, lo zootropio, una sorta di cartone animato in 3d che riproduce il making of delle celebri lasagne esselunga. davdavdigdavc’è tanta stampa d’epoca: i fotoromanzi di “grand hotel”, “rakam”, “il milanese”, “grazia”, “confidenze”, alcuni con titoli di strabiliante attualità, che propongono questioni non ancora risolte negli anni duemila. non manca una ricca parte di cancelleria, proveniente dagli archivi di fratelli bonvini.dav

digdigdigdigsi prosegue con gli anni ottanta –  esselunga è la prima azienda in Italia a introdurre, proprio nel 1980, il lettore di codice a barre alle casse – rappresentati dai primi macintosh, dalla postazione per giocare a supertetris, dalla suggestiva evocazione di una discoteca. nella sala giganteggia un trono in velluto che evoca i punti fragola, ove chi lo desidera può farsi immortalare.dav

sdrsdrsdrproseguendo si arriva a una sala popolata di sculture e quadri raffiguranti le celeberrime campagne pubblicitarie di armando testa, da john lemon a giovanni verza.

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cappelletto rosso

la visita termina in un ambiente immersivo completamente rivestito di specchi, che propone immagini della filiera produttiva accompagnate da musica; sulla via verso l’uscita si può sostare nell’area bar, che non poteva che chiamarsi “esselounge”.esselunga 009

davgli organizzatori di feel rouge forniscono informazioni con molta gentilezza. per la stampa hanno preparato un volume edito da rizzoli in cui sessanta parole percorrono la storia dell’azienda fondata da caprotti, del quale tra l’altro si possono leggere gli appunti autografi. chi fosse interessato alle persone che hanno prodotto e sostanziato questa meraviglia segua l’asterisco * e troverà una breve descrizione e una parte del colophon.

aperta dal 29 novembre, la mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio a ingresso gratuito.

andateci, è come un bagno di sole in questo nostro freddissimo inverno milanese.

*come si legge nel comunicato stampa ufficiale, “La SuperMostra nasce da un’idea di Esselunga, il concept è stato sviluppato da Andrea Baccuini, Mauro Belloni e Studio Giò Forma. L’evento è stato prodotto da FeelRouge Worldwide Shows in base al progetto di Studio Giò Forma e ai contenuti di Mauro Belloni. L’immagine della locandina della mostra è di Giovanni Gastel ed è stata tratta dal volume 60 parole per dire Esselunga, edito da Rizzoli, realizzato in occasione dell’anniversario di Esselunga”.
qualche voce dal colophon, assai denso di signore:
Produzione Esecutiva & Organizzazione
FeelRouge Worldwide Shows
Carolina Dotti \ CEO & Business Manager
Elena Valenti \ Exhibition Project Manager
Gaia Lorusso \ Exhibition Project Manager Assistant
Content Manager
Marina Brezza
Project & Production Team
Più Blu Creatività \ Progetto grafico
Giulia Vercelli \ Video Producer
Katia Martino \ Content Manager Assistant
Gianmaria Annoni \ Content Manager Assistant
Antonella Colombo\ Content Manager Assistant
Luca Manlio Murrocu \ Copywriter
Matteo Milani \ Consulenza musicale e sound design
Paola Manfrini, Gianmarco Blini \ Progetto scenotecnico
Soup2Nuts Michele Montesi \ Direzione di produzione
Alessio De Simone \ Progetto illuminotecnico
Dadomani \ Realizzazione zootropio
Claudia Alongi \ Realizzazione mock up
Mou Factory \ Realizzazione video
Leandro Manuel Emede \ Realizzazione video
Cicciotun \ Realizzazione video
Extra \ Realizzazione video
Gianluca Brezza \ Realizzazione video
Wayne Film \ Editing video repertorio
ITS Planet \ Applicativi multimediali
Gamma Allestimenti \ Allestimenti
STS \ Service tecnico video
Starservice \ Service tecnico audio luci
Worldwide Shows Corporation \ Digital communication
Big Spaces Martina Bortignon \ Venue management

 


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bonvini + bonvini_libri finti clandestini in residenza

lfc3qualche giorno fa, da bonvini – di questa magnifica cartoleria-tipografia avevamo già parlato qui – si è inaugurata la piccolissima mostra del collettivo libri finti clandestini. l’apertura è stata preceduta da una residenza settimanale degli artisti nell’atelier 1909, il nuovo spazio bonvini, attraverso la cui vetrina si poteva osservare il collettivo al lavoro.lfc_3

la politica bonvini, che ha dato sinora ottimi frutti, è quella dei passi avveduti: accurate selezioni di oggetti legati a carta, stampa, cancelleria – a proposito: chi cercasse l’ultimo modello di casa palomino trova in bonvini una certezza – e di iniziative, e adesso questo piccolo spazio giusto dietro l’angolo, che a giudicare dall’esordio promette benissimo.

ecco l’autodescrizione di libri finti clandestini:

“Libri Finti Clandestini è un esperimento di autoproduzione nell’ambito del riciclo, in relazione all’editoria e al design il cui scopo è quello di realizzare veri e propri libri (sketchbook, taccuini, diari di viaggio, “libri oggetto”, carnet de voyage…) usando solamente “carta trovata in giro”, carta che la gente considera spazzatura: scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster, buste, sacchetti del pane, carta da parati…
Essi possono essere piccole tirature pop up (edizioni di 50, 100 numeri) o libri pronti per essere scritti, disegnati o per assumere qualsiasi altro significato il possessore voglia dargli.”

lfc6libri e quaderni da usare a piacere e poi libri unici, pieni di grazia, pop up in cui dimorano piccoli circhi d’antan, omaccioni rotondi che sostengono le evoluzioni di acrobate leggiadre, forzuti sollevatori di pesi, viaggiatori in paesi lontani.islanda

dav

lfc5ritagliando e creando miniuniversi libri finti clandestini è arrivato sino in giappone, e prevedibilmente camminerà ancora molto. magari reggendosi poeticamente sulla fune come gli atleti circensi un po’ malinconici che vivono nei suoi libri.

IMG_20171125_182635.jpgcome bonvini, lfc poggia su un relativo superfluo, su un nulla che si fa sostanza nello sguardo e nelle azioni di chi osserva, immagina, scrive, disegna, impara a stampare. e tutto si fa nutrimento, tutto si tiene, tra via tagliamento e corso lodi, a milano.

dav

sdr

sdr


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come, gather here stationery lovers: ancora bonvini

logo

della cartoleria bonvini di milano “cose da libri” ha parlato qui e qui. per la cancelleria in generale cercate nella categoria “cancelleria”.

adesso fabrizio ravelli ha scritto un bellissimo articolo su entrambi i temi, da leggere avidamente se siete appassionati. su doppiozero, qui. enjoy!


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milano chiama lussemburgo_da bonvini gli incantevoli taccuini di ex libris

bonvini, si sa, per le cose belle ha molto gusto. e questo designer italiano trapiantato in lussemburgo, dove ha dato vita alla ex libris, di gusto ne ha da vendere. tanto che quest’anno una piccola selezione della sua produzione si trova in vendita da bonvini.

i due compongono un connubio indovinatissimo per affinità: i taccuini-libri-album di ex libris, oggetti ricavati assemblando vecchi libri, fogli a righe e a quadretti, foto d’epoca, si intonano perfettamente al contesto primonovecentesco dell’antica cartoleria.

mrs. cosedalibri fa un tifo sfegatato per entrambi e vi fa vedere cosa trovereste nel caso di una vostra eventuale gita in via tagliamento 1, a milano, in questi giorni. signori, guardate, comprate e gioite.

italie en un volume_1

italie en un volume, 10 x 17 cm

Italie en un volume_2 interno

italie en un volume, interno

Italie en un volume_3 interno

italie en un volume, interno

Italie en un volume_4 interno

italie en un volume, interno

la valle dell'eden_la fine dei greene

john steinbeck, la valle dell’eden, e s.s. van dine, la fine dei greene, 14 x 19 cm

la vita nuda_2

la vita nuda, interno

le vie d'Italia_1

le vie d’italia, 17 x 24 cm

le vie d'Italia_2  interno

le vie d’italia, interno

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national geographic, 17 x 24 cm, e le vie d’italia

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national geographic, interno

una cosa alla volta_1

una cosa alla volta, dispositivo analogico per la pianificazione di attività complesse, 12 x 20 cm

una cosa alla volta_2 interno

una cosa alla volta, interno

una cosa alla volta_3 interno

una cosa alla volta, interno

scoop finale

da bonvini c’è tutto quello che abbiamo detto. ma l’allestimento essenziale per un festival di letteratura sta solo a casa di mrs. cosedalibri, per gli amici aa.

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Lady Macbeth e il fattore U_Fratelli Bonvini a Milano

2015-10-01 15.50.27Ho scoperto delle nuove matite, le migliori che abbia mai avuto. Naturalmente costano anche il triplo; sono nere e morbide, ma non si rompono. Credo che userò sempre queste. Si chiamano Blackwing e scivolano sulla carta.

John Steinbeck

2015-10-01 15.50.38Intanto la vetrina era bellissima. Tutta incentrata sulle matite Blackwing, fresche arrivate a Milano da Stockton, California: Blackwing Palomino, Blackwing Pearl, Blackwing 602, in vendita accomodate in confezioni di lusso, oppure nelle scatole di cartoncino da dodici, o anche sfuse a un prezzo conveniente – per non parlare della possibilità di averne un tot per tipo in una scatola da dodici (e questa è una gentilezza dei proprietari del negozio) –, con gli appositi temperamatite dotati di un foro per il legno e di uno per la mina.

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Libri per tutti

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La vetrina è quella di Fratelli Bonvini, cartoleria e tipografia in via Tagliamento 1, a Milano dal 1909, rilevata di recente da alcuni appassionati professionisti del settore che l’hanno restaurata e riportata in auge con grande sensibilità, preservandone con amore spazi preesistenti e merci ereditate.

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2015-10-01 16.05.02L’area di vendita è a ferro di cavallo, con tre pareti ricolme di tutti gli strumenti che fanno la felicità di chi ama scrivere a mano – matite, temperamatite, gomme, penne –, una ponderata selezione di pezzi d’epoca convive con le cose nuove, quasi senza soluzione di continuità e in grande armonia. I pastelli Giotto nella confezione piccola, dotazione dei bambini delle elementari d’antan, biglietti per accompagnare regali prodotti negli anni quaranta; e poi una sezione dedicata ai rarefatti libretti delle edizioni Henry Beyle.

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Nella sala della stampa c’è una finestrella che consente la vista sulla stanza d’ingresso. In questa immagine si intravede Edoardo Fonti, amministratore delegato di Bonvini e grande intenditore di cancelleria. L’amico ideale

A destra dell’ingresso c’è una stanza che ospita le macchine da stampa e il paradiso dei caratteri. Gli attuali gestori mantengono in vita le Heidelberg producendo piccole tirature di testi preziosi, come le ventidue ricette futuriste stampate con i caratteri mobili Bonvini per la mostra “Pranzo improvvisato”alla Triennale di Milano.

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Una serie di utensili esposti nella stanza della cancelleria

Nella stanza attigua si trova un’esposizione di cancelleria vintage, quaderni compresi: tutto riportato in vita dall’enorme patrimonio che la vecchia gestione ha custodito per più di un secolo (per un sintetico profilo storico di Fratelli Bonvini leggete qui).

Bonvini è l’unico importatore di Blackwing in Italia, cosa di cui mrs. cosedalibri è immensamente felice, in quanto ciò significa la fine di lunghe attese di agognati pacchetti provenienti dagli Stati Uniti. Qui potrete leggere (in inglese) un recensione di Heather Heure che lega le caratteristiche della Blackwing 602, originariamente prodotta da Eberhard-Faber, alla creatività. Qui (sempre in inglese) il blog The Writing Arsenal fa un confronto tra la 602 originale e la 602 Palomino.

Da Bonvini tutto è misurato e accuratissimamente selezionato, eppure non c’è nulla di quella atmosfera insopportabilmente hipster che si respira in certi negozi milanesi ove si vende in abbondanza l’aria fritta.

Il fatto è che in questo negozio c’è il fattore U, il fattore umano che fa la differenza e che non è solo strategia di marketing. È cortesia autentica, competenza non avara, grande desiderio di riunire attorno a sé una comunità di persone interessate alla qualità. In questo luogo si scorge parecchio di quel latte dell’umana tenerezza che tanto era inviso a lady Macbeth. La quale non avrebbe mai varcato la soglia di Bonvini, e mal gliene sarebbe incolto.

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Piccola appendice personale: le matite che mrs. cosedalibri ha comprato da Bonvini

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Il preziosissimo, efficientissimo temperamatite

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Dettaglio delle gomme, che si possono comprare anche a parte