cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


2 commenti

postcards from lyon 8

dove si incontra un vecchio amico nel bel mezzo di un affresco, si va a piedi dall’uno all’altro arrondissement e si approda in un giardino di delizie

i lionesi sono perlopiù pacifici e gentili: tutti coloro a cui ho chiesto indicazioni mi hanno risposto volentieri e in maniera molto circostanziata, e molti mi hanno accompagnata per un tratto assicurandosi che andassi nella direzione giusta.

durante le mie lunghissime passeggiate non ho mai provato disagio o sensazione di pericolo: sarà la lunga ombra del capitano chérif, ma la città sembra piuttosto tranquilla, fatti salvi alcuni inevitabili balordi che tuttavia non paiono comprometterne la sostanziale paciosità.dig

la bellezza e la calma dei lungofiume verso ora di pranzo, quando turisti e locali perlopiù mangiano ed è facile trovarsi quasi da soli a passeggiare, sono impareggiabili. le attività serali / notturne degli avvinazzati che là vanno a gozzovigliare dopo il tramonto sporca in alcuni tratti la maestosità delle acque: molte sono le bottiglie vuote sulle rive, qualcuna addirittura galleggia sul fiume.

lungo la saona, l’angolo formato da rue de la martinière e da quai saint-vincent, nel primo arrondissement, ospita il bellissimo fresque des lyonnais.

realizzata dagli artisti della cité de la création, l’opera cita e raffigura ventiquattro personaggi della cultura di origini lionesi (si veda qui per l’elenco dei personaggi). dav

 

IMG_20170809_114714_BURST001_COVER.jpg

IMG_20170809_115045 copy.jpg

andré-marie ampère

 

IMG_20170809_115241.jpg

antoine de saint-exupéry

 

quale non è stata la sorpresa di mrs. cosedalibri nel vedere rappresentato anche il suo idolo bernard pivot, l’autore della televisione culturale francese, l’anima di “apostrophes” e di “bouillon de culture”! per chi comprende il francese, qui si può guardare una bella intervista a bernard.

dav

bernard pivot, insuperato giornalista culturale

da rue de la martinière, passando per il quai saint-vincent, si approda all’immensa place bellecour, gigantesco nido di delizie letterarie. collocata tra saona e rodano, nel secondo arrondissement, è una piazza immensa, i cui giardini sono attrezzati con chioschi di ristorazione e panchine, e tutto attorno alle due fontane sono disposte sedie per chi desidera rilassarsi nei pressi dell’acqua, facendosi cullare dal rumore degli zampilli.IMG_20170809_155214.jpg

al numero 29 della piazza sorge la libreria decitre, parte di una catena e risalente al 1907, che mrs. cosedalibri ha visitato in piena rentrée scolaire: vasti settori dedicati a letteratura, scienze umane, turismo, arte, storia, religione, infanzia, gialli e fumetti, libri scolastici e un assortimento fiabesco di cancelleria. oltre a una piccola fornitura di inchiostri colorati per le sue stilografiche – nei colori radiant pink e harmonious green di waterman –, mrs. cosedalibri ha acquistato tre taccuini, tutti giapponesi, tra cui il favoloso life: tutti a righe, con una carta splendida, promessa di scrittura assai scorrevole. bisognerà adesso provarli con le stilografiche e capire se si contemperano con la grafite delle matite palomino.IMG_20170809_150032.jpg

IMG_20170809_150154 copy.jpg

dove, all’ingresso di una libreria fisica, si celebra l’integrazione tra la lettura su ebook e quella su libri di carta: tea, la soluzione per vendere libri digitali in libreria

IMG_20170809_150513.jpg

la sezione cancelleria

taccuini di lyon 2.jpg

i taccuini giapponesi

IMG_20170809_152416.jpg

qui e sotto, caccia al tesoro nella libreria decitre: indovinare il titolo dalla citazione, con l’indizio del libraio

IMG_20170809_152429.jpg

IMG_20170809_153613 copy.jpg

IMG_20170809_152555.jpg

la sacra teca della pléiade

IMG_20170809_153021.jpg

1,46 eventi al giorno in libreria

IMG_20170809_153236.jpg

creare una casa in libreria: un fiore su un tavolo

in questa piazza assai libresca, in cui trovano posto anche le misteriose éditions baudelaire (solo su appuntamento, recita la targa: che vorrà dire?) troneggia la statua del lionese antoine de saint-exupéry, che ci guarda dall’alto in compagnia del piccolo principe.IMG_20170809_154326_1.jpg

IMG_20170809_145402.jpgIMG_20170809_145420.jpg

place bellecour non finisce, ma si trasforma senza soluzione di continuità in place saint-antonin, dove al numero 5 si trova l’expérience, una libreria piena di fascino specializzata in fumetti, che vende anche stampe, action figures e il resto collegato al settore.IMG_20170809_162607.jpg

IMG_20170809_162314.jpg

IMG_20170809_162438.jpg

IMG_20170809_162448.jpg

IMG_20170809_170340.jpg

il gigantesco bouquet che conclude place saint-antonin e segna il confine simbolico tra la piazza e il fiume rodano

 


2 commenti

si fa presto a dire editor_contro gli editori di pochi mezzi

proofreadingsi fa presto a dire casa editrice, si fa presto a dire editor.
è lodevole che si continui ad aprire case editrici, piccole case editrici, micro case editrici.
epperò, se le piccole e micro case editrici non hanno risorse, e l’editor è un cane, o non c’è affatto, e se non c’è nessuno che sia in grado di prendersi cura del testo, nella mente del lettore attento, con il procedere di refusi, incongruenze e sciatterie assortite, anche l’immagine dell’autore si va deformando, e quasi si prova risentimento, ci si chiede perché non abbia preteso una più degna pubblicazione, ci si chiede se poi questa più degna pubblicazione l’avrebbe meritata. un meccanismo forse ingiusto, ma esistente.
un libro fatto male fa male a tutti.


Lascia un commento

Piccolo è sempre bello? Gli indipendenti lo fanno meglio? Le avventure editoriali di “cose da libri”

Newberry_header_-_tiny_books

Allora: oggi ho scritto una bella mail a una serie di editori per i quali mi interesserebbe recensire. La rosa comprendeva grandi e piccoli, famosi e un po’ oscuri. Ebbene. Le risposte che ho ricevuto venivano da due case editrici, entrambe appartenenti a un vituperatissimo gruppo editoriale – per intenderci, quello su cui tutti spalano merda però poi vanno a pubblicare le loro inchieste campane proprio là –, che in teoria non avrebbero alcun bisogno di sollecitare recensioni da blogger, in virtù del loro formidabile apparato di marketing. Le suddette case editrici (una delle quali mi aveva cercato a dicembre per invitarmi, insieme con alcuni altri colleghi, a un incontro con un giovane scrittore famoso alla sua seconda prova, chiedendomi se un volume in formato pdf, per prepararmi all’incontro, potesse bastare) mi hanno sollecitamente inviato una serie di schede descrittive chiedendomi quali libri preferissi recensire per poi farsi dare il mio indirizzo di casa, al quale spedire i volumi. Un piccolissimo editore, scoprendo l’acqua calda, mi ha invitata a consultare, per conoscere le novità, il suo sito. Gli altri, quelli che poi costituiscono l’ODEI (Osservatorio dell’Editoria Indipendente) e rivendicano “l’indipendenza da partecipazioni societarie di aziende in posizione oligopolistica”, sostenendo pure che “gli indipendenti sanno osservare meglio”, forse sono così impegnati a osservare da non riuscire a vedere. O a trovare il tempo per rispondere alle sollecitazioni di chi si interessa al loro lavoro. Aggiungo una noticina a margine. Ho pubblicato quasi tre anni fa un volumetto con una piccola casa editrice, che mi deve poco meno di un migliaio di euro di diritti d’autore. Dopo tre anni e una serie di educate sollecitazioni ho comunicato al piccolo editore che il mio avvocato avrebbe cominciato a sollecitarlo al mio posto. Il piccolo editore mi ha fatto inviare la sera stessa dalla sua amministrazione la copia di un bonifico pari a un terzo della somma che mi doveva. Ora, è chiaro che non faccio affidamento su quei diritti d’autore per campare la famiglia. Anche questo piccolo editore battaglia e baccaglia di indipendenza, di cose rivoluzionarie, di fiere e mercatini liberi. Perché mi sento irresistibilmente attratta verso quella casa editrice tanto vituperata, di proprietà di un uomo tra i più vituperati nel nostro educato paese?

Addendum: ho scoperto che ODEI è anche il nome di una specie di crew di rapper, molto più divertente degli osservatori indipendenti: ODEI.ROMA.CLAN rulez!