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pun me please_james geary sui giochi di parole e sulla necessità di avere un amico

 

Screen Shot 2018-10-18 at 13.44.53.pngè in uscita a novembre di quest’anno, purtroppo solo in inglese, wit’s end – what wit is, how it works, and why we need it. scritto da james geary, vicecuratore della nieman foundation for journalism a harvard, il volume indaga il wit in tutte le sue manifestazioni, dal sermone religioso al testo rap. in un’intervista rilasciata a ephrat livni di “quarz” pubblicata nell’agosto di quest’anno, geary si sofferma in particolare sui giochi di parole come attività che acquista il suo senso pieno quando, non più esercizio individuale, trova un interlocutore/complice per concretizzarsi nel suo stato di intelligenza condivisa, in cui la sintesi supera la somma delle parti. procuratevi un amico, cari lettori.

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Per Geary, i giochi di parole rappresentano la saggezza. Concede che alcuni sono solo divertenti, non profondi, e anche che esagerare con i giochi di parole può risultare fastidioso per gli altri. Ma crede che la capacità di giocare e di mettere in relazione idee diverse, come dimostra il gioco di parole, sia alla base di tutta la creatività umana, nelle arti e nelle scienze e oltre. “Quando fai un gioco di parole, metti insieme due idee distinte – una coincidenza di suono, di valenza o di significato –, e ottieni un risultato terzo”, dice Geary. “I giochi di parole sono un modo di apportare conoscenza.”

Anche se possiamo fare dello spirito da soli, come lo stesso Geary fa a volte, un gioco di parole di successo viene meglio con un complice. L’espressione arguta ha poca importanza se non abbiamo davanti un ascoltatore intelligente che colleghi le cose con noi. Chi parla e chi ascolta sono alleati ed entrambi devono essere capaci di usare la creatività perché il gioco di parole funzioni. Il parlante e il destinatario imboccano una strada unica per collegare nozioni distinte.

“Il gioco di parole è fondato sullo scambio e crea intimità”, insiste Geary. “Siete entrambi coinvolti, condividete un segreto. Lo capite entrambi, e quel gioco è l’aspetto creativo archetipico della mente e dell’essere in relazione”.

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e poi bisogna dire che james geary è piuttosto avvenente