cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


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more postcards from london 3

a londra i muri parlano, oh quanto, e dicono e mostrano cose bellissime. a brick lane e dintorni, poi, è tutta una dichiarazione.

dav

“create or die” mi piace moltissimo: non solo ha qualche attinenza con un paleotatuaggio che mrs. cosedalibri si fece fare da un amico francese quando ancora i negozi di tatuaggi non esistevano – quando andavamo alla ricerca dei tre moschettieri in guascogna –, ma in qualche modo attiene anche alla definizione del lavoro come la concepisce rabbi isidor grunfeld: “il lavoro è la prerogativa dell’uomo nato libero e fornito di genio creativo.” (isidor grunfeld, lo shabbàth. guida alla comprensione e all’osservanza del sabato, giuntina, firenze 2000)

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pur tra scarabocchi e pedate, l’einstein di kreweduzoo
resiste bene, e ribadisce l’esistenza della creatività come unica forma di esistenza possibile.

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street art in salsa royal: elisabetta I e una dichiarazione di appartenenza: “home street home”

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dichiarazione sconfortata sulla generazione con le cuffie

adesso è ora di girare per una piccola perpendicolare di brick lane alla volta degli allen gardens, sino a fleet street hills. qui si trovano i nomadic gardens, un luogo di visionari, contadini, anarchici et similia. coltivano fiori e insalatine, creano sculture con i copertoni, fanno teatro, organizzano concerti e accolgono tutti. una sorta di centro sociale molto gentile, un minuscolo miracolo fuori dal tempo in piena metropoli.

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il benvenuto al visitatore (con dichiarazione d’intenti)

dav

teatro, arti diverse, costumi

dav


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parole e bigodini – are you disheveled?

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quando comunico attraverso skype con il mio amico peter, eccellente psicoterapeuta residente a chicago, ci chiediamo sempre se è il caso di accendere la nostra webcam, ma poi regolarmente rinunciamo. l’uno chiede all’altro: “are you disheveled?”, sei, in libertà, in disordine, sei in tuta da ginnastica? la risposta è un ovvio sì. a questo proposito vorrei osservare che la parola “disheveled” mi piace da matti. il suono è dolce e scivoloso e sa di divano; quello “sh”, tuttavia, si può interpretare anche come espressione di una certa impazienza, di una certa sbrigatività (“in questo momento non ho pazienza di mostrarmi nel mio aspetto sociale migliore, lasciami nel mio disheveled moment“).
io sono una fedele seguace del disheveled way of life. mi piace, il sabato mattina, tirarmi fuori dal letto e indossare i vestiti della sera prima, per poi andare a comprare il giornale con gli occhiali da sole sulla faccia non lavata. se è inverno, ci metto sopra un cappotto e volo. la considero una forma di street art. mi piace volare per le strade di milano, correre per prendere il tram, e quindi mi piacciono le scarpe da ginnastica vagamente disheveled. sere fa ho guardato con mia figlia prepubere un programma in cui si prescriveva alle fanciulle una serie di norme di comportamento utili a farle sentire a proprio agio in ogni occasione sociale. quando alle protagoniste (chi vince va a vienna a debuttare in società) è stato detto che anche il gelato nel cono si mangia con il cucchiaino per evitare spiacevoli comportamenti che potrebbero instillare dubbi in eventuali osservatori (nessuna delle signore arbitre di eleganza ha pronunciato il termine “fellatio”) ho capito che stavamo guardando un programma porno. meglio l’enciclopedia della fanciulla, quella che insegnava alle ragazze da marito che la sera bisogna lucidare le scarpe di tutta la famiglia per amore del decoro (di gelati non si faceva menzione – laissez faire, laissez passer). fino all’episodio della fellatio alla fragola, comunque, il programma l’abbiamo guardato sul divano, mangiando liquirizie, un po’ disheveled.

l’immagine della signora è courtesy bedstuybanana.blogspot.com


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la versione di banksy


non credo che banksy me ne vorrà se pubblico questo suo disegno per dire che, nonostante le molte tentazioni, questo artista conserva una sua peculiare innocenza. consiglio, per la visione del suo sito, di cominciare da questa pagina:

http://www.banksy.co.uk/shop/index.html

il sito, poi, guardatelo e leggetelo tutto: le opere di banksy sono belle, lui sa disegnare e ha un grande sense of humor.